Benvenuti.. Mi chiamo Elisa, classe 1987, moglie di un marito meraviglioso, Paolo, il mio "assaggiatore di corte", figlia di due genitori splendidi, la mamma che mi ha ispirato con la sua passione nel preparare il ragù alla bolognese nei pomeriggi invernali con la condensa del vapore sulle finestre, il papà che mi ha regalato la sua dolcezza e la sua pazienza nell'assecondarmi in qualsiasi mia stramberia culinaria, facendomi i complimenti anche se il cibo non era dei migliori.

La cucina è diventata da poco una valvola di sfogo, un hobby rilassate dal quale, forse, pretendo troppo; non faccio mai la stessa ricetta due volte, sono sempre in continuo movimento nel cercare libri di cucina e sfogliarne le pagine fino ad arrivare all'ispirazione del momento. Una vera e propria passione l'ho trovata nei dolci, proprio io che ho un marito diabetico e una personale intolleranza al lattosio... buffo no? Così invento e modifico le ricette fino ad adattarle alle nostre esigenze, facendo lavorare l'immaginazione. Adoro indossare il grembiule che mi ha regalato la nonna da bambina, quando insieme preparavamo le crescentine fritte, sporcarmi di farina fino ai gomiti e poi dimenticandomi di essere sporca, me la spargo su tutta la faccia per spostarmi i ciuffi di capelli che rimangono fuori dalla coda, insomma, adoro il cibo... godiamocelo.

Senza un periodo di crisi non esisterebbero i momenti di crescita

Ma voi come fate a capire quando è una giornata no? Per me è semplice, tutto comincia dal mattino…. “Zzzzzzzz…. Ronf ronf” – DRIIIIIIIINNNN – Nooooooooooooooooooooo – “CAUGHT” – AHI – UFF – PERCHE’ SPEGNETE LA LUCE. Buongiorno!
Mi alzo in ritardo, ben 20minuti dopo la tabella di marcia, che già al normale è stringata; neanche oggi riesco ad infilarmi le lenti a contatto per questioni di tempo…. Immagino il mio ottico che mi corre dietro con il martello; colazione con pane e marmellata che immancabilmente si rovescia sul tavolo dalla parte spalmata ed il suono è più o meno questo: “PAFF”; esco di casa e fino al lavoro tutto sembra andare bene, al solito qualcuno mi taglia la strada, ma ho scoperto che a Medicina è un’abitudine, quindi non mi meraviglia più dover frenare bruscamente per mancata precedenza…. Ma chi vi da la patente?
Al lavoro un delirio, il telefono salta da solo da tanto suona, il campanello si inchioda e non smette più di suonare, i miei clienti che sembrano essersi dati appuntamento alla stessa ora in studio chiedendomi dei documenti che ovviamente volevano “ieri” . . .ah ah ah che simpatici!!!
Pausa pranzo da paura, eccola, lì, in mostra, grande al punto giusto  che galleggia nel brodo, una mosca, blea blea… e poi mi chiedono perché non mangio altro?????! Blea blea!!!
Il pomeriggio sembra riprendersi dall’andamento medio, vedo la luce…. Non in quel senso…. Ho voglia di gelato, ummmmm un cono alla crema con mandorle caramellate, slurp….. invece niente!
In queste occasioni rifletto sul fatto che una giornata che comincia male o viceversa, non è detto che debba terminare nello stesso modo, spesso ci focalizziamo su uno stato d’animo senza accorgerci che siamo noi a determinarlo. Certo, un po’ di sole, relax e tempo libero mica farebbero schifo…… Ah ah ah… invece a lavorare anche sabato…. Evvai….

Senza un periodo di crisi non esisterebbero i momenti di crescita. JJ


Ho letto questa meditazione ieri sera prima di dormire insieme a Paolo, a noi è piaciuta tantissimo:

Un mamma ed un bambino stanno camminando sulla spiaggia. 
Ad un certo punto il bambino chiede: “Come si fa a mantenere un amore?”
 La mamma guarda il figlio e risponde: “Raccogli un po’ di sabbia e stringi il pungo…” 
Il bambino stringe la mano e vede che la sabbia esce. “Mamma, la sabbia scappa!”
“Lo so, ora tieni la mano completamente aperta” Il bambino ubbidisce, ma una folata di vento porta via la sabbia rimanente, “Anche così non riesco a tenerla!”
La mamma: ”Adesso raccogli un altro po’ di sabbia e tienila nella mano aperta come se fosse un cucchiaio… Abbastanza chiusa per custodirla e abbastanza aperta per la libertà”. Il bambino riprova e la sabbia non sfugge dalla mano. E protetta dal vento.
“Ecco come far durare un amore”.

6 commenti:

Patrizia ha detto...

Bellissima questa meditazione che ci hai citato...la trovo proprio vera come trovo vero tutto quello che hai appena scritto!! Non ci sarebbero momenti di crescita senza quelli di crisi...L' importante è sempre superarli con tanta pazienza e serenità!! Bellissimo post, complimenti...Un bacio!

Elisa ha detto...

Grazie Patrizia, questo post l'ho immaginato proprio così perchè volevo raccontare un pò la realtà delle cose, non sempre siamo al top,ma dopo la tempesta c'è sempre il sereno.
buona giornata
Un bacio

Simo ha detto...

che bella la tua riflessione...verissima...
Devo tenerla a mente, ho una figlia in piena fase adolescenziale e a volte è molto dura accettare i suoi inevitabili cambiamenti...
Grazie per il bellissimo post.
E grazie per gli auguri che hai lasciato da me, li ho graditi tanto!

Ely ha detto...

Come ti capisco, giornate così ultimamente ne ho tantissime, proprio oggi è simile alla tua, a me non si è rovesciata la marmellata... ma stasera l'intera teglia con 4 branzini al forno... vuoi sapere che cosa è uscito dalla mia bocca? Meglio che mi legga la tua meditazione che è meravigliosa e molto vera! Baci Ely

Elisa ha detto...

Noooo Ely, i branzini.... meglio non pensarci... :)

Elisa ha detto...

Simo, più che mai allora sarà un periodo in cui gli umori cambieranno con il vento.... pazienza... pazienza :) Faremo un pò do yoga. :)

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Elisa